Dove vai tutta nuda?

pubblicato in: Blog | 0

0_Carole Feuerman, Serena with red cap

L’abbronzatura ci fa sentire più belle, quindi perché non esibirla?  Le bagnanti, mollemente adagiate sulla calda sabbia delle spiagge del mese di agosto si mostrano in tutta la loro nudità, nel pieno della salubrità estiva fatta di sole e molle relax.
Ma fin dalla fine dell’800 gli artisti celebrarono i nudi en plein air attraverso le loro opere.
Bagnanti ad Asnières (Une baignade à Asnières), il dipinto di Georges Pierre Seurat del 1884, è una delle tele di grandi dimensioni che costituiscono la parte più significativa della sua attività pittorica.

1_George Pierre Seurat, Bagnanti ad Asnières.jpg

Lo stesso Paul Gauguin celebrò la nudità femminile esposta al sole in molte delle sue celebri opere.

2_Paul Gauguin, Giorno di Dio.jpg

Renoir, a partire dal 1910, ritornò su uno dei suoi soggetti preferiti, la raffigurazione della nudità, a cui riservò anch’egli quadri di grande formato. La sua opera Le bagnanti (Les baigneuses)  che volle dipingere nel grande giardino delle Collettes, dimora che il pittore possedeva a Cagnes-sur-Mer, nel Sud della Francia, è quasi il testamento pittorico di Renoir, che morì poi nel dicembre 1919.  Il dipinto, preceduto da uno straordinario numero di disegni, rappresenta per lui il punto estremo di allontanamento dalla tecnica impressionista: da questo momento le sue donne nude saranno dee dai corpi possenti che vibrano della stessa luce di Tiziano.

3_Pierre August Renoir, Le Bagnanti_Les baigneuses.jpg

Dello stesso periodo Le grandi bagnanti di Paul Cézanne, considerato il capolavoro del pittore che, come Renoir dedicò a questo soggetto un intero ciclo. Le tre versioni de Le 4_Paul Cezanne, Le grandi bagnanti.jpggrandi bagnanti, a cui lavorò dal 1898 al 1906, possono essere considerate il suo testamento spirituale, perfetta sintesi di primitivismo e razionalismo, nella resa degli spazi naturali armonicamente fusi con i nudi femminili. Questi dipinti, con la loro visione così sintetica, saranno spunti fondamentali per la storia dell’arte successiva, influenzando radicalmente tutti i protagonisti della pittura di ricerca e delle avanguardie, da Matisse  – con Le bonheur de vivre, il dipinto più ambizioso del suo periodo Fauve a Braque,

6_Henry Matisse_Le bonheur de vivre.jpg

da Picasso e qui corre d’obbligo citare le Demoiselles d’Avignon – a Moore.
5_Pablo Picasso, Les deomiselles d'Avignon

Il modello archetipo del soggetto  nasce senz’altro  dal mito di Diana ed Atteone: Atteone aveva sorpreso Diana e le sue ancelle mentre facevano il bagno in una pozza d’acqua fresca e venne, per questo atto di involontaria impudenza, magicamente punito, attraverso la trasformazione in cervo; così, non più riconosciuto dai propri cani, fu sbranato dalla propria muta.

7_Reggia di Caserta, Diana e AtteoneIn omaggio a questa storia fatta di corpi al sole, tipica delle zone balneari, lo scorso anno i Musei di Rimini hanno  realizzato una mostra dedicata ad una delle più importanti 8_Carol Feuerman.jpg

interpreti della scultura statunitense contemporanea, Carole Feuerman, nelle cui opere la bellezza femminile, colta nel tempo sospeso del bagno, dispone percorsi narrativi attorno ai quali si concentra l’attenzione, l’acuta sensibilità poetica e il mirabile impegno tecnico di questa artista americana, approdata lo scorso anno alla Biennale di Venezia.

BeFunky Collage.jpg12_Rene Gruau, bigRiminiSun.jpg

La mostra riminese era  accompagnata da una selezione dei più famosi  manifesti  a soggetto balneare, da Marcello Dudovich, con la sua ragazza in volo sulla schiena del pesce, alla Donna col parasole di René Gruau, da Milton Glaser Milo Manara, da giovani esponenti della street art come Eron fino alle ultime immagini irriverenti di Toiletpaper  del duo Cattelan/Ferrari.

13.jpg

2.jpg
Anche gli otto manifesti formato sei per tre commissionati lo scorso anno dal Comune di Rimini per il rilancio dell’identità romagnola, sospesi tra l’ironico e il vintage, non temono di forzare un po’ la mano mostrando la nudità femminile secondo l’audace linea propria di “Toiletpaper”, il progetto che Cattelan porta avanti con Pierpaolo Ferrari dal 2010.

16_Cattelan Ferrari, Saluti da Rimini.jpg
Marisa Coppiano