Due ruote è meglio!

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Per me Estate significa anche bicicletta!

Se ripenso alle estati della mia infanzia è immancabile il ricordo delle lunghe passeggiate in bicicletta in campagna e ancora oggi, grazie ad una tradizione di famiglia, la bici è  protagonista della mia estate, dal momento che amo esplorare il mondo utilizzando come mezzo principale la bicicletta!
Per me è talmente importante che negli anni mi sono sbizzarrita a customizzare la mia bicicletta, aggiungendo campanelli, luci colorate e un cestino ispirato al mondo dell’arte, trasformandola nella mia piccola opera d’arte!
E se il mio tentativo non ha raggiunto esiti di grande livelli, molti grandi artisti  si sono duchampwheel.pngcimentati nell’impresa di creare un‘opera d’arte attraverso una semplice bicicletta.

I primi che hanno aperto le porte del mondo dell’arte alla bicicletta sono stati gli artisti delle avanguardie storiche. Due gli esempi più celebri: Marcel Duchamp, che ha utilizzato una ruota di bicicletta per un suo ready-made, eliminandone la sua funzione e trasformandola in un
oggetto estetico; lo stesso procedimento utilizzato da Picasso che ha im773bfc6c8b552b0b7e9fbd2b43cd4374.jpgpiegato il sellino e il manubrio di una bici per creare la testa di un toro. Il messaggio è chiaro: ogni oggetto può assumere una valenza artistica e, grazie all’arte, trasformarsi in qualcosa di nuovo e diverso!

 

Dopo di loro una schiera di altri artisti ha fatto della bicicletta una dei protagonisti della loro arte:
nel 1990 Claes Oldenburg ha creato per il Parc de la Villette, nella periferia orientale di Parigi, una gigantesca scultura che rappresenta una bicicletta, La Byciclette ensevelie. Se si passeggia per il parco si vedono affiorare dal terreno le parti della bicicletta e così una semplice passeggiata si trasforma in una divertente caccia al tesoro alla ricerca dei quattro pezzi che compongono la scultura: manubrio, sella, pedale e ruota.

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Altri due artisti che si divertono con le biciclette sono i californiani Mark Grieve e Ilana 2b5c1f9a46951efd37c9441832bbe0a2Spector, che spesso hanno reso la bicicletta la protagonista dei loro lavori, creando  veri e propri trionfi di questo mezzo di trasporto: Bike Arch e Cyclisk sono  rispettivamente un arco e un obelisco di 20 metri
esclusivamente fatti di biciclette recuperate dallSONY DSCe discariche. Il numero di pezzi impiegati è grandioso: nel primo caso sono state adoperate 240 biciclette e nel secondo caso 340! Ma con le loro opere i due non vogliono solo stupire, bensì lanciare un messaggio sociale, ovvero  promuovere un tipo di società bike-friendly e sottolineare l’importanza del riciclo.

 

 

Altra occasione di protagonismo per la bike è l’iniziativa, organizzata dal MIA – l’Istituto d’Arte del Minneaopolis – che per celebrare i suoi 100 anni, ha stretto una partnership con Handsome Cycles, un’importante ditta produttrice di biciclette, per crearne tre ispirate ad altrettante opere d’arte presenti nella loro collezione permanente.

Il bello del progetto è che sono nati piccoli capolavori perfettamente ispirati all’opera da cui traggono vita, pur mantenendo al contempo la loro funzione tecnica.
Basti osservarne i dettagli: BeFunky Collages.jpg

Ma non solo il mondo dell’arte si è appropriato della mitica bicicletta!

Il mondo del design ha utilizzato questo mezzo per creare mobili eccentrici e innovativi. Andy Gregg è un esperto del settore e ha creato una linea di arredi utilizzando parti di biciclette, in particolare le ruote.Andy Gregg.jpg

E anche il fashion non si è lasciato perdere l’occasione di entrare nella vita di tutti i giorni grazie alla bici! Molti stilisti hanno impresso il loro stile al velocipede, trasformandolo in un oggetto di culto: Missoni, per esempio, ha rivestito la sua bicicletta con il tradizionale pattern della maison e Chanel ha utilizzato il suo inconfondibile per rendere raffinata anche una bici.

BeFunky Collage3

È bello vedere come un semplice oggetto che diamo per scontato perché parte della nostra quotidianità possa essere una tale fonte di ispirazione per artisti, ma anche per gente comune che, come me, si diverte a rendere bizzarra la propria bicicletta. Non sarebbe più bella la città se abitata da una moltitudine di biciclette colorate?

Ludovica Matarozzo