Milano, Mudec
30 settembre 2016 – 26 febbraio 2017

Un’eccezionale mostra che ci racconta da dove veniamo e come siamo riusciti a popolare l’intero pianeta. La mostra svela al pubblico le origini dell’uomo e in che modo è stato capace di produrre un ventaglio meraviglioso di diversità culturali e linguistiche. La convergenza di dati paleontologici, archeologici e genetici, permette oggi finalmente di ricostruire la grande storia della diversità umana letta attraverso i geni, i popoli e le lingue. Un gruppo internazionale di scienziati, appartenenti a differenti discipline ha lavorato insieme per delineare la grande carta storico-geografica delle migrazioni che condussero alla diffusione planetaria dell’uomo moderno. Il risultato è una mostra interattiva e multidisciplinare che presenta i recenti ritrovamenti, le scoperte paleoantropologiche, i reperti originali e le ricostruzioni – molte delle quali per la prima volta in Italia – integrati al prezioso patrimonio etnografico del MUDEC.

Il percorso espositivo è scandito da una serie di  exhibit interattivi, veri e propri ambienti video interattivi con un avvio di percorso immersivo di forte aggressione emotiva e di grande potere evocativo, in cui immagini, suoni e rumori seducono l’attenzione e la partecipazione dello spettatore. La messa in scena muove dall’idea dell’ aggregazione di differenti elementi quale leit motiv fondante dell’allestimento. E quindi assemblaggio di legni a ricondurre metaforicamente alla rivoluzione agricola nella ricostruzione di una capanna o a sostenere le teche che alloggiano gli oggetti esposti.

Più di 200 reperti per raccontare la storia della diversità umana. Una sequenza di installazioni per far vivere al pubblico uno spettacolo tra storia, scienza e architettura. Lungo il percorso espositivo si penetra con il proprio corpo; lo spettatore si trasforma in viewer, cioè in un occhio con l’aggiunta di altri sensi. Penetrare la mostra diviene quindi un’immersione, un’immersione spettacolare, nella quale il visitatore è sperimentatore, attraverso i suoi sensi, attraverso la mente, con un effetto mnemonico che poi rimarrà a visita conclusa. Lo spettatore viene risucchiato in un universo alternativo, completamente immerso in una fiction virtuale, sia fisicamente che psicologicamente. Un microcosmo assolutamente vero, tangibile, che sorpassa la ricostruzione, inventando un nuovo mondo.

Guarda il video trailer della mostra:

PRESENTAZIONE HOMO SAPIENS

  • Anno 2016
  • Sede Mudec, Milano
  • Fotografie Giorgio Sottile