Picnic di Stile

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Partiamo con un po’ di storia!

Molti di voi credono che il termine provenga dalla lingua inglese, invece sembra essere nato nel ‘600 come pausa durante lunghi viaggi a cavallo o battute di caccia, diventando immediatamente un’usanza sociale di moda soprattutto fra i nobili. Addirittura la regina Maria Antonietta è ricordata come un’appassionata di queste scampagnate, che erano un’occasione per svagarsi e per mangiare nei prati che circondavano Versailles. Il picnic (da pique, prendere, rubacchiare e nique, piccola cosa) era una trasgressione molto apprezzata.
Fortunatamente questa tradizione non è rimasta di esclusivo appannaggio dei nobili e, nel corso dei secoli, si è evoluta e ha assunto forme sempre nuove. Nacque nello stesso periodo una florida produzione artistica soprattutto di autori impressionisti  – ma non solo –  ispirati dal picnic come forma di corteggiamento nei confronti dell’amata.

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Le déjeuner sur l’Herbe, Edouard Manet, 1862-1863

Dopo la Rivoluzione Francese ha assunto addirittura un significato sociale legato alla condivisione e alla fratellanza con l’apertura dei parchi reali a tutta la popolazione, mentre in Inghilterra a metà ‘800 nacque una vera e propria società, la Picnic Society, i cui membri contribuivano alla preparazione del cibo per l’evento, così come divenuto in uso in tempi recenti.2. untel-jp-albinet-p-cazal-a-snyers-le-dejeuner-sur-lherbe-1975.jpg

Nel 1877 il picnic si diffuse anche in Italia, per la prima volta in Sicilia, dove il “picchi nicchi” stava a significare portare il cibo “a borsa a borsa” e assunse poi una vera e propria funzione sociale, quale forma di temporanea occupazione di suolo pubblico per fare protesta politica

E arriviamo ad oggi!
Oggi il picnic è conosciuto più che altro come un’escursione all’aperto per  rilassarsi e gustare i piatti preparati per l’occasione. Passatempo per famiglie e gruppi di amici, questo spuntino ha ormai caratteristiche diffuse e riconosciute, prima fra tutte l’immancabile tovaglia da stendere sull’erba per poter appoggiare tutto il necessario. Anche il cesto non 3..jpgva sottovalutato: dal classico in vimini dal sapore retrò, alla più moderna tracolla tecnica, le possibilità sono svariate, fino agli accessori – posate e set – per un picnic più chic con le proposte studiate dai grandi nomi per la casa ma non solo.

Partiamo da un marchio che ha legato il suo nome all’alta gioielleria come Tiffany & Co. La maison, oltre ai tanti modelli di gioielli, ha ideato anche un set da picnic, il Central Park Wine 

 

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Set da Picnic “Central Park Wine Carrier”

Carrier. Ispirato ai modelli più tradizionali, il set è composto da un cestino in vimini intrecciato a mano, rigorosamente made in Italy, con bordature nell’iconico color azzurro
di Tiffany. Al suo interno sono custoditi tutti gli accessori per servire il vino, un piccolo set di coltelli da formaggio in argento, due bicchieri, oltre a due piatti per il pane e piatti da dessert. C’è poi molto spazio per portare con sé il necessario per un sofisticato dejeuner sur l’herbe.

 

Un classico del lusso da viaggio è il set da picnic di Louis Vuitton che la maison ha reinterpretato nel tempo. Chi ha la fortuna di avere un set della maison

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Set da Picnic di Louis Vuitton

vintage saprà come ogni compartimento e accessorio è pensato per essere trasportato in tutta tranquillità all’interno di valigie create appositamente. 

 

 

La Villeroy & Boch ha prodotto invece un set completo di posate, piatti e

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Set da Picnic Villeroy e Boch

 

accessori e, vista la crescente domanda di personalizzazioni, Rolls-Royce ha deciso di espandere il suo settore dedicato alle personalizzazioni per realizzare anche il set da picnic abbinato ai colori degli interni dell’auto, fatto con materiali di altissimo livello e studiato per garantire il minimo ingombro.

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Set da Picnic di Rolls-Royce

Marisa Coppiano

 

 

Una Finestra sul Mare

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“Monumento per un Poeta Morto”, Tano Festa, 1989

A volte siamo così presi da noi stessi che evitiamo di guardarci intorno, di osservare, di camminare “a naso in su”,  fino a dimenticare addirittura il  luogo dove ci troviamo.

È così che rischiamo di dare per scontato il paesaggio che ci circonda, i panorami che attraversiamo, gli angoli del territorio che trascorrono sotto i nostri occhi distratti.

Ci vorrebbe “una cornice che incornici” un bello scorcio di mare o un frammento di campagna per indurre il nostro sguardo al fermo immagine, anche solo per un momento e svelarci la meraviglia che ci sta di fronte.

E Tano Festa ha tentato questa audace operazione: l’artista romano con la sua opera “Monumento per un Poeta Morto” – conosciuta anche come “Finestra sul Mare” – ha realizzato una colossale cornice affacciata sulla costa siciliana con un esito assolutamente sorprendente.

7La storia che sta dietro a quest’opera è un casus molto interessante: l’installazione fa parte infatti del grandioso progetto “Fiumara D’Arte”, nato dalla visionaria lungimiranza di Antonio Presti.

L’imprenditore chiamò dal 1982 un cospicuo numero di artisti a realizzare opere site specific che dialogassero con lo spazio ospite. Purtroppo questo progetto fu interrotto perché Presti fu dichiarato colpevole di occupazione del demanio marittimo col rischio di demolizione di quanto realizzato fino a quel momento.

Grazie all’intervento del Ministero dei Beni Culturali,  le accuse sono cadute e oggi Fiumara d’Arte è a tutti gli effetti un museo a cielo aperto noto anche fuori dai confini nazionali; è  una incantevole passeggiata lungo gli argini del fiume Tusa costellata dalle sculture di una serie di artisti tra i più importanti della scena contemporanea.

Quando vi capiterà di andare in Sicilia non mancate di assaporare la magica atmosfera di  Fiumara d’Arte e cogliete l’opportunità di osservare il paesaggio con l’occhio di un artista!

Ludovica Matarozzo